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Omicidio di Montesilvano, Fantauzzi ha sparato con un fucile calibro 12. Era fuggito nella Marsica

Omicidio di Montesilvano, Fantauzzi ha sparato con un fucile calibro 12. Era fuggito nella Marsica

PESCARA, 25 settembre – Uccide Antonio Bevilacqua, all’interno di un ristopub di Montesilvano, in seguito ad una lite. Subito dopo fugge in moto ad Ortona dei Marsi, dove si disfa del fucile. Successivamente torna nell’hinterland pescarese, abbandonando il mezzo nel fiume Pescara. Nei giorni seguenti si sposta a piedi, tra le campagne, fino a quando, stremato, si consegna ai carabinieri. E’ quanto è stato ricostruito dai carabinieri di Pescara, questa mattina in conferenza stampa, in merito al delitto del 16 settembre scorso e alla successiva fuga di Massimo Fantauzzi, il 46enne che sabato scorso è finito in manette e ha riconosciuto di essere l’autore dell’omicidio.

L’arma delitto, un fucile Beretta calibro 12, è stata ritrovata smontata, sotterrata nelle campagne di Ortona dei Marsi, non distante dall’autostrada A25. Ad indicare il punto esatto in cui aveva nascosto l’arma è stato lo stesso Fantauzzi, catturato sabato mattina dopo una settimana di latitanza. Il fucile evidenzia il calibro sovrapposto e modificato, con la matricola abrasa e nelle prossime ore sarà inviato ai Ris di Roma per tutti gli accertamenti.

Il killer ha raggiunto Ortona dei Marsi subito dopo l’omicidio. Una volta seppellita l’arma, è tornato nel Pescarese e ha abbandonato nel fiume Pescara la moto, rinvenuta sabato pomeriggio sempre su sua indicazione. Poi, nei giorni seguenti, avrebbe vissuto spostandosi a piedi, tra le campagne, riparandosi in ricoveri di fortuna, fino a quando sabato mattina, tra Montesilvano Colle e le colline di Pescara, area presidiata dai militari dell’Arma, logorato dopo la settimana di latitanza, ha incontrato una pattuglia e ha deciso di consegnarsi dicendo:

“Sono qui, sono io”.

Davanti ai Carabinieri ha ammesso le sue responsabilità. Gli inquirenti hanno spiegato:

“Nei giorni di fuga Fantauzzi non ha avuto un supporto logistico, ma ha agito in modo molto improvvisato e senza punto di riferimento”.

Il movente all’origine del delitto sarebbe  un acceso diverbio:

“Un diverbio scoppiato all’interno del pub, sulle cui cause sono in corso accertamenti, anche se al momento non c’è certezza investigativa”.

Al culmine della lite Fantauzzi ha lasciato il locale, per poi farvi ritorno circa mezz’ora dopo con il fucile. Una volta dentro, ha aperto il fuoco e subito dopo si è dato alla fuga. Il 21enne è morto per un colpo al volto, esploso a distanza ravvicinata. Vittima e omicida, secondo quanto riferito, erano conoscenti. Al vaglio degli inquirenti anche la posizione di alcuni testimoni presenti nel pub durante la lite e al momento del delitto.

In casa del killer, nel corso delle perquisizioni dei militari dell’Arma, sono stati trovati anche 100 grammi di marijuana ed una pistola scacciacani.

Indagini e ricerche sono state eseguite dai Carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo del Comando provinciale di Pescara e da quelli della Compagnia di Montesilvano, sotto il coordinamento della Procura del capoluogo adriatico.

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