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Omicidio Rapposelli, parla la farmacista che la vide prima della scomparsa: “Era agitata”

Omicidio Rapposelli, parla la farmacista che la vide prima della scomparsa: “Era agitata”


TERAMO, 10 giugno – Nuova udienza nel processo in Corte d’Assise a Teramo per l’omicidio di Renata Rapposelli, la pittrice di origini teatine che, secondo l’accusa, sarebbe stata uccisa dall’ex marito, Giuseppe Santoleri, e dal figlio Simone.

Oggi sono stato ascoltati i vicini di casa dei Santoleri e la farmacista di Tortoreto che raccontò di ave venduto alla donna un medicinale proprio nei giorni della scomparsa.

La dottoressa ha confermato senza dubbi di ricordare di aver tenuto tra le mani la tessera sanitaria della pittrice e che quella che aveva avuto di fronte era una donna “dall’aspetto trasandato, in difficoltà, in un evidente stato di ansia”.

L’accusa, anche attraverso questa testimonianza vuole rafforzare l’ipotesi accusatoria della presenza in zona della donna tra il 9 e il 10 ottobre 2017, quando poi scomparve.

Il corpo fu ritrovato dopo circa un mese, sulla riva del fiume Chienti, a Tolentino, nelle campagne del Maceratese, portato fin lì, secondo le procure di Ancona e Teramo, per essere lasciato decomporre, dall’ex marito e dal figlio che l’avrebbero in precedenza soffocata.

Il trasporto del cadavere sarebbe avvenuto a bordo della Seicento dei famigliari, che qualche giorno dopo la data presunta del viaggio nelle Marche, fu portata dal meccanico, a Giulianova per un guasto al cambio: “Quella rottura – ha detto oggi in aula l’artigiano giuliese che la riparò – potrebbe essere stata provocata anche da un colpo ricevuto su un percorso accidentato”.

Il processo riprenderà la prossima settimana.

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