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Pedaggi d’oro A24/A25, D’Alfonso contro Toto: “E’ come caffè da 20 euro al bar dell’ospedale”

Pedaggi d’oro A24/A25, D’Alfonso contro Toto: “E’ come caffè da 20 euro al bar dell’ospedale”

PESCARA, 3 gennaio 2017 – Dopo il pesante aumento delle tariffe autostradali abruzzesi che il Gruppo Toto, gestore di A24 e A25, ha applicato a partire dall’inizio del nuovo anno, anche il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, storicamente molto vicino alla famiglia Toto, invoca un intervento contro il rincaro dei pedaggi, che segnano un incremento vicino al 13%.

D’Alfonso, che ha inviato una lettera al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, al ministro dei Trasporti Graziano Delrio e al presidente dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti Andrea Camanzi, chiede un deciso intervento sulla questione pedaggi:

“Auspichiamo l’apertura di un dossier da parte dell’Autorità dei Trasporti, che spinga poi ad una revisione normativa che imponga un limite invalicabile per quanto riguarda l’aumento dei pedaggi autostradali. Questo è un aumento giuridicamente insostenibile poiché avrà solo l’obiettivo di uccidere la vita autostradale”.

Il presidente della giunta regionale abruzzese ha aggiunto:

“Siamo davanti ad una grande anomalia che fa male all’autostrada e che produce l’allontanamento delle utenze e dei pendolari. Con questo aumento dei pedaggi, scenderà il numero delle utenze ed è come immaginare che il bar dell’ospedale faccia pagare venti euro per un caffé. Sono preoccupato che al fianco della possibile discesa delle utenze ci sia anche una discesa della qualità manutentiva: scenderanno le utenze e con esse si abbasseranno le consistenze economiche, anche quelle che saranno destinate alla sicurezza e alla vita autostradale”.

Infine D’Alfonso si sofferma sugli aspetti normativi:

“Noi dobbiamo sapere che c’è un limite che è quello del 2% di integrazione annua. Questo limite doveva essere stabilito nel 2001, quando si tenne la gara d’appalto, e ora noi lo vogliamo recuperar,e adesso, da una parte operando per i pendolari con un progetto di convenzione e dall’altra portando, con istruttoria aperta dall’Autorità dei Trasporti, ma anche con le Commissioni competenti dell’Europa, a fare in modo che l’autostrada sia vissuta come una infrastruttura che ci tolga dall’isolamento. Bisogna vedere da un punto di vista normativo quale deve essere l’indice che non può essere valicato”.

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