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Rigopiano, il sogno di Francesca e Stefano spezzato dalla valanga: Feniello è morto

Rigopiano, il sogno di Francesca e Stefano spezzato dalla valanga: Feniello è morto


FARINDOLA, 25 gennaio – Lo ha aspettato fino all’ultimo, chiedendo in continuazione di lui, ma alla fine quell’inferno di neve e detriti che ha raso al suolo l’hotel Rigopiano ha spazzato via anche il sogno di Francesca e Stefano. E’ arrivata poco dopo la mezzanotte, infatti, la notizia ufficiale della morte di Stefano Feniello, 28enne di Valva, in provincia di Salerno, vittima della valanga che ha travolto l’albergo.

Francesca Bronzi, pescarese, 25 anni, prima dal letto di ospedale e poi da casa, ha continuato ad attendere e a sperare in un miracolo. Ma ieri (martedì), quando i resti dell’hotel hanno cominciato a riconsegnare solo corpi, la speranza ha lasciato il posto alla rassegnazione e alla disperazione. In serata, poi, la conferma ufficiale e la tragica comunicazione ai familiari: uno di quei corpi è di Stefano.

Sono stati in quell’albergo maledetto per un solo giorno, Francesca e Stefano. Erano andati lì per festeggiare il compleanno del ragazzo. Lei, infatti, aveva pensato di regalargli un soggiorno nella spa. Erano felici, i due fidanzati, al loro arrivo nell’albergo: “Andiamo alla spa. È pieno di neve. Nevica, però questa Panda è uno spettacolo. Siamo saliti senza catene”, dice Stefano al padre, con una nota vocale su WhatsApp inviata martedì pomeriggio. Poi la neve sempre più intensa, a cui si aggiungono le scosse di terremoto. Quindi la decisione di tornare giù. “Mamma forse non possiamo rientrare perché quelli che dovevano pulire la strada non si sono degnati di venire”, dice il ragazzo al telefono alla madre, mercoledì pomeriggio, quando tutto è pronto per andare via. Pochi minuti dopo, la tragedia.

La vicenda di Stefano ha tenuto tutti con il fiato sospeso anche perché il nome del giovane, venerdì pomeriggio, era stato inserito in una lista di cinque persone estratte vive dalle macerie. Il padre, sabato, lo ha atteso per tutto il giorno in Pronto soccorso, sperando di poter riabbracciare il figlio all’arrivo di ogni ambulanza. “Stefano, Stefano”, ha urlato in un caso mentre si aprivano le porte di uno dei mezzi di soccorso. Ma Stefano non c’era.

“L’altra sera hanno dato cinque nomi, tra cui quello di mio figlio – dice il padre, Alessio – c’erano il Prefetto, il presidente della Regione Abruzzo e il questore, se non erro. A sentire il nome di mio figlio sono caduto faccia a terra”. Ma c’era stato un errore di comunicazione.

“Quelli che sono morti – afferma ancora Alessio Feniello ai giornalisti, all’esterno dell’ospedale – sono stati uccisi, quelli che ancora non rientrano sono stati sequestrati contro il loro volere perché volevano rientrare. Li hanno sequestrati. Avevano le valigie pronte. Li hanno riuniti tutti vicino al caminetto come carne da macello”

Ieri sera, invece, la comunicazione ufficiale. Stefano Feniello, quando la valanga ha travolto l’hotel Rigopiano, è andato tragicamente incontro alla morte.

SINDACO DI VALVA, SPERAVAMO IN UN MIRACOLO

“E’ una notizia che non avrei mai voluto ricevere – dice il sindaco di Valva, Vito Falcone – eravamo consci che con il passare dei giorni le possibilità di ritrovarlo in vita diminuivano sempre più, ma la speranza di un miracolo c’è sempre stata. Purtroppo non abbiamo potuto festeggiare il suo ritorno a Valva. Nel giorno dei funerali proclamerò il lutto cittadino. Non faremo mancare la nostra vicinanza alla famiglia, dimostrata in questi giorni drammatici dalla nostra comunità”.

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