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Valanga Rigopiano, la consigliera provinciale Kechoud ascoltata in Procura come testimone

Valanga Rigopiano, la consigliera provinciale Kechoud ascoltata in Procura come testimone


PESCARA, 7 novembre – Mezz’ora di testimonianza nell’ambito dell’inchiesta sui morti per la valanga che ha travolto l’hotel Rigopiano per la consigliera provinciale di Pescara Leila Kechoud, non indagata, ma è tirata in ballo da Rossella Del Rosso, sorella del proprietario della struttura.


Kechoud, già sentita la scorsa estate dai carabinieri forestali, questa volta è stata ascoltata su richiesta degli avvocati Cristiana Valentini e Goffredo Tatozzi, che assistono il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, indagato.

La sorella di Del Rosso aveva affermato che la mattina del 18 gennaio del 2017, poche ore prima della valanga, si era recata due volte in Provincia, Per incontrare  il presidente Antonio Di Marco, alla presenza della consigliera Kechoud, che oggi ha confermato sia questa circostanza che la ricezione delle fotografie attestanti la situazione di pericolo a Rigopiano.

Le immagini  le erano state inoltrate su whatsapp da Rossella Del Rosso, che le aveva ricevute poco prima dal fratello che si trovava nel resort e che già da ore chiedeva aiuto.

Secondo la sorella di Del Rosso, Kechoud si sarebbe impegnata a segnalare l’emergenza e a mostrare le foto al presidente della giunta regionale Luciano D’Alfonso, mentre la consigliera sostiene che si era impegnata a mostrare gli scatti a Di Marco, cosa che poi effettivamente fece,  poco prima della riunione del Comitato operativo regionale delle emergenze.

Kechoud partecipò a quella riunione, per impegno personale, pur non essendo tra gli aventi diritto: era presente anche Di Marco, ma nessuno parlò dell’emergenza Rigopiano.

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