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Tragedia di Rigopiano, Paolini ai magistrati: “Subentrai a Del Turco ma non esercitai poteri”

Tragedia di Rigopiano, Paolini ai magistrati: “Subentrai a Del Turco ma non esercitai poteri”


PESCARA, 19 giugno – Si è conclusa con l’arrivo a sorpresa di Enrico Paolini, negli uffici della Procura di Pescara, la prima giornata degli interrogatori relativi all’ultima tranche dell’inchiesta sulla tragedia dell’Hotel Rigopiano di Farindola. Paolini, ex vice presidente della Regione Abruzzo e presidente facente funzioni dal 18 luglio al 15 dicembre 2008, è indagato in concorso con altre persone nell’ambito del filone d’inchiesta riguardante la mancata realizzazione della Carta di localizzazione dei pericoli di valanga (Clpv).

L’ex presidente vicario si è trattenuto per pochi minuti negli uffici della Procura di Pescara, insieme al suo avvocato Tommaso Marchese, illustrando il contenuto della memoria difensiva consegnata ai magistrati. Dopo l’interrogatorio ha affermato:

“Non ho esercitato poteri da presidente, ma ho gestito soltanto le elezioni. Quando mi sono insediato, era sciolto il Consiglio regionale ed era dimissionaria la Giunta, quindi avevo solo poteri di ordinaria  amministrazione e di atti urgenti ed indifferibili. Del Turco si è dimesso il 21 luglio e il 13 agosto ho fatto il decreto elettorale. Da quel momento, quindi, la Regione faceva soltanto ordinaria amministrazione e non poteva fare altro. Nella memoria di 13 pagine abbiamo cercato di dimostrare la mia totale estraneità, nel pieno rispetto del lavoro dei magistrati”.

Prima di Paolini erano stati ascoltati alcuni ex dirigenti regionali. In totale l’inchiesta sulla tragedia di Rigopiano conta 39 indagati, tra loro ci sono anche l’ex prefetto di Pescara, Francesco Provolo, il presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, e il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta. I reati ipotizzati vanno, a vario titolo, dal crollo di costruzioni o altri disastri colposi, all’omicidio e lesioni colpose, all’abuso d’ufficio e al falso ideologico, alla rimozione o omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro.

L’ultima tranche dell’inchiesta mira ad accertare le eventuali responsabilità di 14 persone, tra esponenti politici e dirigenti regionali, in parte rispetto alla mancata realizzazione della Carta di localizzazione pericolo valanghe (Clpv) e in parte sulla gestione dell’emergenza nei giorni della tragedia.

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