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Prestiti con tassi del 50% a settimana, usuraio rom arrestato a Pescara

Prestiti con tassi del 50% a settimana, usuraio rom arrestato a Pescara

PESCARA, 9 maggio 2017 – E’ finito agli arresti domiciliari Guerino Spinelli, pluripregiudicato 37enne di origini rom, che secondo i carabinieri della compagnia di Pescara avrebbe prestato danaro ad una persona di 43 anni, applicando interessi da capogiro, che avrebbero reso impossibile il saldo del debito da parte della vittima. Un caso di usura in piena regola, che ha avuto inizio nel dicembre del 2015 ma che è stato denunciato soltanto nel settembre scorso.

Sulla base di quanto riferito agli inquirenti, il primo prestito, nel dicembre di due anni addietro, sarebbe stato di 1.000 euro, con gli interessi che dopo appena una settimana avrebbero fatto lievitare la cifra da restituire a 1.500 euro. Il tasso era dunque del 50% su base settimanale. La vittima dell’episodio di usura, nonostante la richiesta folle, sarebbe comunque riuscita ad onorare il debito, ma dopo qualche tempo, a causa di ulteriori difficoltà economiche, sarebbe scattata la seconda richiesta di prestito, per la stessa cifra e alle stesse condizioni.

Questa volta, però, il beneficiario del prestito non sarebbe riuscito a restituire rapidamente tutto il danaro e nel luglio del 2016, a causa di un infortunio che gli avrebbe impedito di lavorare, la vittima non sarebbe riuscita più a pagare il dovuto all’usuraio, come invece aveva fatto puntualmente fino a quel momento. In seguito ai ritardi nei pagamenti, Spinelli avrebbe iniziato a bersagliare il debitore con “telefonate continue, pressanti ed insistenti, minacce e intimidazioni di ogni tipo, fino al ‘trattenimento’ dell’autovettura della vittima a garanzia del prestito”.

Per provare a tamponare la situazione, la vittima avrebbe chiesto un anticipo al proprio datore di lavoro, ricevendo 400 euro, che sarebbero state immediatamente consegnate all’usuraio. Per tutta risposta, Spinelli avrebbe comunicato al suo debitore che la somma da restituire, a causa dei ritardi accumulati,  aveva raggiunto quota 2.400 euro e quindi restavano da pagare 2.000 euro.

Nell’agosto del 2016, dopo avere ricevuto dall’Inail un accredito di 600 euro per l’infortunio, l’uomo avrebbe dato appuntamento all’usuraio davanti al bancomat delle Poste in via Passolanciano, per prelevare il danaro a disposizione e consegnarglielo. Poiché però, in quella circostanza l’Atm sarebbe risultato fuori servizio, l’usuraio si sarebbe fatto consegnare il bancoposta dalla vittima, chiedendogli il pin e prelevando, a distanza di qualche giorno, la somma di 600 euro.

A questo punto il debitore era convinto di dover restituire 1.400 euro, ma Spinelli gli avrebbe comunicato che nel frattempo erano maturati ulteriori interessi e dunque c’erano da pagare altre 2.000 euro. Nel corso di un incontro chiarificatore, l’usuraio avrebbe reagito alle rimostranze della vittima “con pugni, schiaffi e minacce di bruciargli la macchina e di procurargli altro male fisico”.

Sarebbe stata questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha spinto la vittima dell’episodio di usura a sporgere denuncia ai Carabinieri. Il 22 settembre del 2016 il debitore consegnò il dovuto all’usuraio: le banconote erano state però fotocopiate, in modo da consentire ai carabinieri di incastrare e arrestare l’usuraio.

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