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Carichieti, il Codacons alla Procura: “Indagate sugli insolventi”

Carichieti, il Codacons alla Procura: “Indagate sugli insolventi”

CHIETI, 11 gennaio – Fuori i nomi! Sia la Procura a dire chi sono gli insolventi che hanno portato Carichieti e altre banche al ko. Il Codacons aveva annunciato un esposto e questa mattina lo ha depositato nelle Procura della Repubblica di Roma, Chieti, Siena, Arezzo, Ferrara, Ancona,  Vicenza e Treviso.

Ai giudici si chiede di acquisire i nomi dei soggetti insolventi nei confronti dei diversi istituti di credito e di procedere nei loro confronti per il reato di concorso in bancarotta fraudolenta.

Un espediente tecnico:

“Grazie all’esposto – affermano dal Codacons – “a magistratura potrà acquisire i nominativi degli insolventi di Mps, Banca Etruria, Banca Marche, Carife, Carichieti, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca senza attendere norme o provvedimenti specifici. Una volta acquisiti i nomi dei debitori delle banche in crisi o salvate dallo Stato, sarà possibile verificare le responsabilità di tali soggetti alla luce del reato di concorso in induzione alla bancarotta fraudolenta“.

Nell’esposto il Codacons ha chiesto anche alle Procure di procedere al

“sequestro di tutti i beni delle società e/o delle persone fisiche che verranno identificate come debitori insolventi”.

Intanto entro il 10 febbraio dovrebbe arrivare l’ok della Commissione Finanze del Senato, poi passaggio in aula e poi alla Camera, per l‘istituzione di una commissione bicamerale di inchiesta sul sistema bancario. Entro fine mese Mauro Maria Marino (Pd) proporrà un testo unico per la costituzione e la necessità di eventuali approfondimenti verrà valutata in commissione.

E’ l’effetto della procedura d’urgenza che raccoglie tredici ddl  che chiedono commissioni d’inchiesta su Mps, sulle 4 banche in risoluzione (Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti), sulle due venete (Popolare di Vicenza e Veneto Banca) e sul Banco Desio.

Ma anche su questo i consumatori hanno le loro perplessità.

Stavolta è l’Adusbef, con Elio Lannutti, ad alzare la voce:

“La commissione d’inchiesta sulle banche è un vero e proprio specchietto per le allodole, fumo nell’occhio di risparmiatori e pubblica opinione”.

Secondo Lannutti, la commissione parlamentare di inchiesta “non tocca affatto le gravissime responsabilità” degli organi vigilanti:

“che hanno consentito ai banchieri di devastare i risparmi sudati degli italiani, con una lunga catena di crac e dissesti, da Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti,CariFerrara, Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza, Mps, continuando ad incassare lauti stipendi e premi milionari”.

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