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Delitto di Sant’Omero, la vittima aveva segnalato alle forze dell’ordine il suo stalker e assassino

Delitto di Sant’Omero, la vittima aveva segnalato alle forze dell’ordine il suo stalker e assassino


TERAMO, 22 giugno 2017 – Un rapporto di amicizia trasformatosi in una passione malata, degenerata in un caso di stalking e culminata nel tragico epilogo di ieri pomeriggio. Si vanno delineando i contorni dell’assassinio di Ester Pasqualoni, l’oncologa di 53 anni uccisa a coltellate davanti all’ospedale di Sant’Omero. Un delitto che ha avuto una ulteriore drammatica appendice questa mattina, con il suicidio del presunto assassino Enrico Di Luca, ex investigatore di 69 anni.

La donna, il 24 gennaio del 2014, aveva presentato un esposto presso il commissariato di Atri, contro il suo stalker e presunto killer, spiegando di temere per la propria incolumità. A seguito dell’esposto, il 30 gennaio, il questore aveva emesso un provvedimento di ammonimento nei confronti dell’uomo, cui erano state anche ritirare le armi regolarmente detenute.

Nella segnalazione la donna riferiva di una “relazione di amicizia” con l’uomo, che andava avanti dalla metà degli anni 2000. Di Luca si sarebbe sempre “comportato bene”, fino alla fine del 2013, quando la dottoressa aveva cominciato a ricevere messaggi insistenti. In alcune occasioni lo aveva trovato appostato sotto casa e nei luoghi da lei frequentati. Nell’esposto non si parla di aggressioni o minacce, ma solo di attenzioni insistenti e continue. La dottoressa aveva anche indicato dei testimoni, che erano stati ascoltati dalla polizia.

Dopo l’esposto presentato a gennaio, Ester Pasqualoni si era nuovamente rivolta alle forze dell’ordine nell’aprile del 2014, quando trovandosi a passeggiare per le strade di Roseto, aveva chiamato i carabinieri, segnalando che l’uomo era passato con l’auto e sembrava la stesse riprendendo. A quel punto, proprio in ragione dell’esistenza del provvedimento di  ammonimento che era stato violato, i carabinieri di Roseto avevano fermato l’uomo, sequestrandogli la telecamera che aveva in macchina, e avevano inviato il fascicolo in Procura.

Dopo la convalida del sequestro, chiesta dal pm di turno, il fascicolo era passato ad un altro sostituto procuratore, che sulla scorta di ulteriori accertamenti ed anche della visione dei filmati della telecamera sequestrata, aveva chiesto l’archiviazione del fascicolo. La richiesta di archiviazione era stata comunicata anche alla parte offesa, che tramite il suo legale avrebbe fatto richiesta di accesso agli atti, ma nessuna richiesta di opposizione all’archiviazione.

Dopo l’archiviazione del fascicolo da parte del gip, nessuna altra denuncia sarebbe arrivata sui tavoli delle forze dell’ordine. Ieri, nel giorno in cui si è consumato il tragico femminicidio, il provvedimento di ammonimento era ancora in corso di validità, non essendo mai stato revocato.

ester pasqualoni

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