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Mare inquinato e La City: assolti Alessandrini, Del Vecchio, Albore Mascia e Antonelli

Mare inquinato e La City: assolti Alessandrini, Del Vecchio, Albore Mascia e Antonelli


PESCARA, 30 gennaio – Assolti “perchè il fatto non sussiste” il sindaco Marco Alessandrini e l’ex vice sindaco Enzo Del Vecchio, accusati di omissione di atti d’ufficio nell’ambito del procedimento sull’ordinanza balneare “fantasma” dell’estate 2015. Assolti, con la stessa motivazione, anche l’ex sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia e il capogruppo comunale di Forza Italia Marcello Antonelli, accusati di concorso in abuso d’ufficio nell’ambito del procedimento nato dall’inchiesta La City. Le due vicende hanno viaggiato in parallelo, in quanto quella sul divieto di balneazione “fantasma” è nata da un’intercettazione telefonica svolta nell’ambito delle indagini sulla procedura che avrebbe dovuto portare alla realizzazione dei nuovi uffici della Regione Abruzzo.

Assolti, dunque, i quattro politici che per vicende diverse avevano chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato. Sempre per la vicenda dell’ordinanza fantasma il giudice ha dichiarato il non luogo a procedere per il dirigente comunale Tommaso Vespasiano, mentre sul fronte La City ha rinviato a giudizio 12 persone, sempre con l’accusa di abuso d’ufficio in concorso: l’imprenditore Marco Sciarra, legale rappresentante della società Iniziative Immobiliari Abruzzese; l’amministratore unico della società Imar Costruzioni, il costruttore Giovanni Pagliarone; il direttore dei lavori per le opere strutturali, l’ingegnere Carlo Galimberti; il direttore dei lavori architettonici, l’architetto Mario D’Urbano. Tra gli imputati, per abuso d’ufficio, anche una serie di dirigenti della Regione Abruzzo e del Comune di Pescara: Antonio Sorgi, Carla Mannetti, Gaetano Silverii, Emilia Fino, Pierluigi Caputi, Gaetano Pepe, Lanfranco Chiavaroli, Enrico Iacomini.

Alessandrini, Del Vecchio e Vespasiano erano finiti sotto inchiesta in seguito alla rottura della condotta del depuratore, che nell’estate di quattro anni fa provocò un ingente sversamento di liquami in mare. In seguito a quell’incidente, il 3 agosto del 2015 venne emessa un’ordinanza di divieto di balneazione, che tuttavia restò chiusa nei cassetti del Comune.

Il procedimento nato dall’inchiesta La City, invece, riguarda presunte irregolarità nella procedura che avrebbe dovuto portare alla realizzazione dei nuovi uffici della Regione Abruzzo. I 12 imputati rinviati a giudizio compariranno davanti al tribunale collegiale l’8 maggio.

Il pm Anna Rita Mantini aveva chiesto condanne a 6 mesi per Alessandrini e Del Vecchio, e a 8 mesi per Albore Mascia e Antonelli.

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