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Peculato al Comune di Nereto, in aula l’ultimo testimone. Sentenza a febbraio

Peculato al Comune di Nereto, in aula l’ultimo testimone. Sentenza a febbraio

TERAMO, 27 settembre – Utilizzava la propria auto anche per ragioni di servizio il dipendente del Comune di Nereto finito a processo con l’accusa di peculato perché  più volte, secondo l’accusa,  avrebbe fatto rifornimento di benzina utilizzando la carta carburante dell’ente. E’ quanto emerso questa mattina nel corso dell’udienza davanti al collegio (presidente Flavio Conciatori, a latere Lorenzo Prudenzano ed Enrico Pompei), quando a salire sul banco dei testimoni è stato l’allora vicesindaco ed assessore (ed oggi primo cittadino) Daniele Laurenzi, chiamato a deporre dalla difesa dell’imputato.
Rispondendo alle domande della difesa e del pm di udienza, il sostituto Davide Rosati, l’amministratore ha sottolineato come all’epoca in uso al Comune vi fosse una sola auto, una Fiat Panda, che veniva utilizzata solo dagli operai dell’ente per gli spostamenti sul territorio. Il dipendente in questione, che all’epoca rivestiva l’incarico di dirigente responsabile del settore tecnico del Comune, non aveva alcuna autovettura in dotazione e quando doveva spostarsi per esigenze di servizio utilizzava la propria auto. Un aspetto di cui gli amministratori comunali erano a conoscenza.

“All’epoca c’era una carenza di mezzi – ha detto l’amministratore – e quando doveva spostarsi per servizio il dipendente utilizzava la propria autovettura”.

Questo nonostante non vi fosse alcuna autorizzazione né tantomeno fossero previsti rimborsi. Un aspetto che potrebbe rivelarsi fondamentale nella difesa dell’uomo. Il processo, dopo l’audizione dell’amministratore, è stato rinviato al prossimo 7 febbraio.

 

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