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PescaraPorto, Forza Italia attacca: “Giunta comunale vergognosa, assessore Scotolati si dimetta”

PescaraPorto, Forza Italia attacca: “Giunta comunale vergognosa, assessore Scotolati si dimetta”


PESCARA, 5 gennaio – Duro affondo di Forza Italia contro la giunta comunale di Pescara guidata dal sindaco Marco Alessandrini. Nel mirino del capogruppo Marcello Antonelli e del suo vice Vincenzo D’Incecco, la linea adottata dall’amministrazione comunale sulla vicenda PescaraPorto, la società che ha chiesto di modificare la destinazione d’uso, da uffici a residenze, di due dei tre edifici di 21 metri da costruire nei pressi dell’area ex Edison, di fianco all’ex Cofa. In commissione Urbanistica è iniziato l’esame di una nuova delibera, che dovrebbe essere portata in Consiglio comunale per avere un parere vincolante sulla richiesta della società PescaraPorto. I tempi però sono stretti, in quanto il 27 gennaio il Tar sarà chiamato a pronunciarsi sul ricorso di PescaraPorto, che punta a far annullare l’atto con cui il dirigente comunale ha negato il nuovo permesso edilizio e ha rimandato ogni decisione al Consiglio, in quanto per le abitazioni è necessaria una variante al Piano regolatore.

Antonelli e D’Incecco denunciano il comportamento della giunta comunale e chiedono le dimissione dell’assessore all’Edilizia privata Loredana Scotolati:

“La giunta Alessandrini ritirerà anche la seconda delibera prodotta sulla vicenda di PescaraPorto, fondamentale per decidere la futura destinazione della superficie privata situata proprio sul mare, accanto all’ex Cofa. Lo hanno annunciato stamane gli assessori Scotolati e Civitarese, in totale disaccordo fra loro, rivelando che la seconda delibera, pure firmata dall’assessore Scotolati, è sbagliata, mancando tutte le valutazioni urbanistiche, e con l’assessore Scotolati che comunque si è dichiarata favorevole anche alla costruzione delle case sul mare, al posto degli uffici oggi consentiti dal Piano regolatore, per poi dichiararsi pronta alle imminenti dimissioni. A questo punto attendiamo che l’assessore Scotolati dia seguito alle volontà espresse, mentre, sul piano politico, appare ormai chiara la strategia della giunta Alessandrini di non permettere al Consiglio comunale di esprimersi sulla delibera prima del pronunciamento del Tar del prossimo 27 gennaio. Un comportamento vergognoso e ormai ai limiti della legittimità, contro il quale adotteremo le opportune misure a difesa della città”.

La partita in ballo non è di poco conto: ha a che fare con interessi milionari e con il futuro volto del lungomare Sud della città di Pescara. Basti pensare che a riaprire i giochi è stato un emendamento alla legge di stabilità approvato il 23 dicembre del 2014, che ha rimesso in moto il maxi progetto della società PescaraPorto: inizialmente era prevista la costruzione di un albergo, poi la realizzazione di uffici e adesso si punta ad edificare abitazioni residenziali. La PescaraPorto risulta intestata a due società minori: Viana, di cui sono azionisti i costruttori Andrea e Luca Mammarella e Uropa, di cui sono soci Ugo, Roberto e Paola Milia, figli di Giuliano Milia, storico legale di fiducia del presidente della giunta regionale Luciano D’Alfonso. L’atteggiamento della maggioranza comunale, che va verso la presentazione e il successivo ritiro di due delibere, nel giro di poche settimane, è il segno degli imbarazzi e dei contrasti che stanno emergendo in relazione al progetto. Il sospetto che viene adombrato dai due esponenti di Forza Italia è che la giunta Alessandrini punti ad evitare che il Consiglio comunale si esprima sulla richiesta della PescaraPorto e che la decisione sia lasciata al Tar:

“Ormai è chiaro che la delibera su PescaraPorto non farà mai in tempo ad arrivare in Consiglio comunale prima del Tar. – affermano infatti Antonelli e D’Incecco –. La prima delibera era stata firmata e poi ritirata per errori riconosciuti dal dirigente firmatario. Dopo due mesi di riflessioni è arrivata la seconda delibera, firmata dal dirigente e dall’assessore all’Urbanistica Loredana Scotolati, delibera che è un endoprocedimento al procedimento complessivo inerente la richiesta del privato, titolare della società PescaraPorto, di cambio di destinazione d’uso delle aree accanto all’ex Cofa. Se il Consiglio comunale dovesse pronunciarsi a favore, il dirigente accorderà il cambio, in caso di diniego da parte dell’Assise, il cui parere è vincolante, il dirigente dovrebbe semplicemente negare il cambio, lasciando l’attuale destinazione, ovvero uffici e terziario, ma niente abitazioni. In questo modo l’intero Consiglio comunale, maggioranza e opposizione, si andrebbero ad assumere la responsabilità politica di quelle aree dinanzi alla città. Oggi la seconda delibera è arrivata all’esame della Commissione Urbanistica ed è andata in onda la ‘sceneggiata’ con protagonisti gli stessi due assessori, Scotolati da una parte e Civitarese dall’altra: mentre la giunta ha già rinunciato ai termini di difesa dinanzi al Tar con la propria avvocatura, abbiamo saputo che anche la seconda delibera verrà ritirata, dunque non verrà sottoposta all’esame dell’Assemblea civica, perché sbagliata per ammissione dei due componenti dell’esecutivo in quanto ‘mancano le valutazioni urbanistiche’. E l’assurdo è che oggi l’unico colpevole di tale errore sembra essere il dirigente, visto che quella delibera, a questo punto partorita da un marziano, sembra non averla vista nessuno prima, neanche la Scotolati che l’ha firmata”.

I due esponenti di Forza Italia, infine, affondano la lama nelle contraddizioni interne alla giunta Alessandrini:

“L’assessore Scotolati ha anche pubblicamente ammesso che alla fin fine lei sarebbe pure ‘favorevole alla costruzione delle case sul mare’, contraddicendo l’atto urbanistico strategico votato dalla sua stessa giunta e ricordato oggi dall’assessore Civitarese, con il quale la giunta ha già stabilito che su quelle aree vanno rispettate le previsioni del Piano regolatore generale. Ora, al di là dello spettacolo dei due assessori che litigavano tra loro, è emersa chiaramente la strategia sottaciuta, ovvero quella di ritardare il pronunciamento del Consiglio comunale, perché molto difficilmente la giunta e gli uffici sforneranno la terza delibera sul tema. riuscendo a chiudere i passaggi in Commissione e poi in Consiglio comunale prima dell’appuntamento con il Tar il 27 gennaio. Siamo ormai prossimi all’illegittimità dei comportamenti e valuteremo tutti gli atti necessari da intraprendere sul caso. Nel frattempo prendiamo atto delle dichiarazioni pubbliche dell’assessore Scotolati che, dinanzi alla sua posizione contrapposta rispetto alla politica urbanistica del suo sindaco, ha dichiarato di esserne consapevole e ha annunciato le proprie dimissioni. Ora attendiamo che l’assessore dia seguito alle proprie dichiarazioni dimostrando coerenza. Con la Scotolati dovrebbe dimettersi anche il sindaco Alessandrini, visto che anche lui ha firmato la delibera tenendosela in caldo per 20 giorni, senza accorgersi che era sbagliata, dimostrando per l’ennesima volta la sua incapacità e incompetenza amministrativa”.

 

 

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