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Popoli, sequestrati tre milioni di euro a imprenditori edili

Popoli, sequestrati tre milioni di euro a imprenditori edili


PESCARA, 7 giugno – La Guardia di Finanza della Tenenza di Popoli, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di sequestro preventivo per equivalente, emessa dall’Autorità Giudiziaria di Pescara nei confronti di una società operante nel settore delle costruzioni edili con sede nella provincia di Pescara ed operante in ambito nazionale, del loro legale rappresentante e del gestore di fatto.

La misura restrittiva è stata emessa per un totale di oltre 3 milioni di euro a completamento delle indagini della Procura della Repubblica di Pescara per le quali era già stato disposto la nomina di un Amministratore Giudiziario per l’amministrazione per parte di quote societarie oggetto di sequestro cautelativo.

Secondo la ricostruzione della Finanza gli indagati avevano creato numerose società – rappresentate da soggetti collegati al dominus del sodalizio – che, dopo aver svolto la funzione di emissione di fatture per operazioni inesistenti, venivano cedute a prestanome di fatto irreperibili tali da rendere difficoltoso il reperimento della contabilità e nulla ogni pretesa.

In più le società non esibivano la documentazione contabile obbligatoria rendendo di fatto impossibile verificare a monte l’effettiva titolarità sia di attrezzature e impianti che dei materiali oggetto di fatturazione.

Inoltre venivano emesse fatture per operazioni inesistenti attraverso contratti predisposti artificiosamente.

Sono otto le ulteriori società individuate in ambito nazionale che, a fronte di sedi legali di fatto irreperibili e di documentazione inesistente, hanno nel tempo generato ingenti costi (nella maggior parte di consulenza e/o prestazioni varie) apparentemente giustificati anche dalla realizzazione di cantieri stradali che in taluni casi, sono risultati essere anch’essi totalmente inesistenti.

Ad oggi sono state accertate compensazioni di crediti IVA inesistenti per oltre 800.000 euro ed emissioni ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per oltre 6 milioni di euro.

Complessivamente sono cinque le persone coinvolte nella vicenda quali responsabili delle nove realtà aziendali oggetto d’indagine.

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