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Sei mesi fa la “strage di Rigopiano”, i parenti delle vittime chiedono giustizia

Sei mesi fa la “strage di Rigopiano”, i parenti delle vittime chiedono giustizia


PESCARA, 18 luglio – I famigliari delle vittime vogliono la verità sulla “strage di Rigopiano”. A sei mesi dalla tragedia della valanga che, lo scorso 18 gennaio, ha travolto e distrutto il resort, uccidendo 29 persone, il Comitato vittime di Rigopiano sottolinea che “per noi questa è una strage, vogliamo che la verità venga accertata, i colpevoli devono venire fuori”.

Dopo la cerimonia che si è svolta domenica sui resti dell’hotel di Farindola, a nome dei famigliari di chi in quella tragedia ha perso la vita oggi parla il presidente del Comitato, Gianluca Tanda, il quale sottolinea che a distanza di sei mesi le sensazioni “sono le stesse del primo giorno: un dolore a cui non ci si abitua e con cui dovremo convivere per sempre”.

“E’ giusto sapere per colpa di chi i nostri cari sono morti – dice – La colpa di quanto accaduto è di chi non ha fatto prevenzione, di chi ha lasciato salire le persone, di chi non ha chiuso la struttura. Regione, provincia, Protezione civile, tutta la filiera istituzionale è coinvolta. Nel corso dell’evento di domenica l’Istituto sinfonico abruzzese ha suonato l’Inno di Mameli: ci sentiamo ancora rappresentati da quell’Inno. Non diamo la colpa al Paese, ma solo a chi ci governa. Per noi questa è una strage, la strage di Rigopiano, e vogliamo che la verità venga accertata”.

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