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Teramo, elezioni provinciali: guerra aperta nel Pd. Le aree interne contro la costa

Teramo, elezioni provinciali: guerra aperta nel Pd. Le aree interne contro la costa

TERAMO, 5 novembre – All’indomani delle elezioni che hanno consegnato la presidenza della Provincia al centrodestra nel Pd sembra essere arrivata la resa dei conti, con una guerra interna che vede contrapposte non solo le diverse correnti ma soprattutto le diverse aree territoriali, con la montagna che punta il dito contro la costa, “rea” di voler fagocitare tutti i ruoli di comando.“Il risultato ottenuto non è la sconfitta personale di un singolo candidato, piuttosto che un altro, ma rappresenta la debacle dell’ideologia di un intero partito – scrive in una nota il coordinamento Pd delle arre interne  -Amarezza e delusione, sono questi i sentimenti che prevalgono. Amarezza per il palese rifiuto da parte dei popolosi comuni della costa di riconoscere, quale rappresentante del territorio teramano, un sindaco di un piccolo comune della montagna, come se l’indice demografico rappresentasse l’unità di misura per eccellenza della competenza e delle capacità gestionali di un amministratore! Delusione” per la pessima immagine di sé che ha dato il partito democratico, in un momento già tanto difficile a livello nazionale”.

Per i rappresentanti della montagna teramana il Pd, ancora una volta, avrebbe perso l’occasione di dimostrarsi coeso, offrendo così agli elettori una reale e valida alternativa al centrodestra.

“Intrighi e giochi di palazzo di vecchi notabili, mossi unicamente da insulse ripicche personali e dall’attaccamento alle poltrone, vendette private derivanti da invidie e gelosie verso chi ha saputo fare meglio e di più, hanno prevalso sul concetto di ‘buona politica’ al servizio del bene comune”, tuona il coordinamento delle aree interne, che sottolinea come così facendo  si sia di fatto consegnato a destra e M5S anche il governo della regione.

“A questo punto, se davvero si vuole continuare a parlare di partito democratico, ci si aspetta una risposta chiara e inequivocabile a quanto accaduto. Perché la slealtà dimostrata nei confronti della linea di partito e la discriminazione nei confronti dei territori più piccoli, sono azioni inaccettabili – conclude la nota – L’appartenenza ad un partito presuppone condivisione di linee guida programmatiche e comunione di intenti. Uguaglianza, omogeneità, lealtà, correttezza, condivisione sono principi cardine della politica di centrosinistra. Tali principi, in questa importante tornata elettorale, sono stati disattesi e addirittura traditi”.

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