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Teramo, il Comune perde oltre 500mila euro per la Carlo Febbo. Protesta l’opposizione

Teramo, il Comune perde oltre 500mila euro per la Carlo Febbo. Protesta l’opposizione


TERAMO, 10 ottobre – Il Comune se la prende comoda e la Regione revoca il finanziamento di oltre 500mila euro concesso a suo tempo per i lavori di riqualificazione della ex scuola Carlo Febbo a San Nicolò. Lavori che dovevano iniziare entro il 2013, ultima data utile dopo la proroga concessa dalla stessa Regione, ma per i quali l’amministrazione Brucchi, ad oggi,  non ha ancora proceduto nemmeno alla validazione del progetto esecutivo.

Una situazione che per le opposizioni consiliari non farebbe altro che mettere in evidenza, ancora una volta,  “l’inerzia, gli inaccettabili ritardi e le false promesse dell’amministrazione comunale” e a fronte della quale i consiglieri di minoranza Gianguido D’Alberto ed Antonio Filipponi tornano a chiedere le dimissioni del sindaco.

“Come temevamo, interpellati  dal Comune, gli uffici regionali, con una nota dello scorso 21 settembre 2017, hanno infatti fatto sapere che a causa del mancato rispetto dei termini per l’inizio dei lavori  ‘il finanziamento originariamente assegnato non risulta più disponibile’ in quanto decaduto per l’inerzia dell’amministrazione che, ad oggi, non ha neppure validato il progetto esecutivo – tuonano i due consiglieri – E, visti i riferimenti temporali, è stata ovviamente non accolta la ridicola motivazione addotta dal Comune che imputava il ritardo alle problematiche connesse al recente sisma del 2016.
Chi si assume la responsabilità politica e amministrativa per questa vergognosa vicenda? Chi si dimette? E come si intende riparare ora alla perdita del finanziamento di 551.000 euro causato esclusivamente dall’inaccettabile immobilismo politico-amministrativo e dal gravissimo ritardo nella esecuzione procedura? Quale copertura finanziaria si intende fornire ora all’intervento? Sul punto l’amministrazione deve riferire immediatamente in consiglio comunale”.

La minoranza punta il dito contro la totale assenza di programmazione sulle opere pubbliche, con la conseguente perdita di finanziamenti:

“Nello specifico, poi è inaccettabile l’assoluta noncuranza verso un edificio che,  lo diciamo da sempre, potrebbe invece costituire una fondamentale occasione di sviluppo e rilancio per la comunità della frazione più popolosa del nostro territorio a cui questa Giunta dovrebbe ora solo chiedere umilmente scusa, considerata anche la vergognosa situazione in cui versano la struttura e l’area limitrofa. Lo stato di abbandono, infatti, ha raggiunto ormai un livello talmente insostenibile da far scattare anche un serio allarme igienico-sanitario, non solo per i rischi all’incolumità di chi dovesse continuare, senza permesso, ad entrarvi ma anche e soprattutto, ora, per le famiglie residenti nelle zone circostanti, penalizzate dal degrado e in alcuni casi letteralmente invase dai ratti che copiosi ormai occupano ciò che resta della ex scuola”.

 

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