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Università dell’Adriatico, Chieti insorge contro la nuova denominazione dell’ateneo

Università dell’Adriatico, Chieti insorge contro la nuova denominazione dell’ateneo


CHIETI, 11 luglio – Monta la protesta, tanto sui social network quanto tra gli esponenti politici dell’area teatina, dopo l’approvazione, da parte del Senato Accademico, su proposta del rettore Sergio Caputi, del cambio di denominazione dell’ateneo di Chieti-Pescara: da “Università D’Annunzio di Chieti-Pescara” a “Università degli Studi dell’Adriatico Gabriele D’Annunzio Chieti-Pescara”. La nuova denominazione, contenente una caratterizzazione marcatamente costiera, a giudizio di molti esponenti della società civile teatina rappresenterebbe un inopportuno sbilanciamento a favore dell’area di Pescara.

Mauro Febbo, consigliere regionale di Forza Italia, insorge:

“C’è il rischio di uno scivolamento verso la costa, un abbandono dei territori interni, collinari e montani di cui l’Abruzzo è costellato e che rappresentano una peculiarità imprescindibile. A me sembra che la nuova denominazione non rispecchi quell’identità territoriale che finora l’Università ha rappresentato. Soprattutto non c’è quell’identificazione che oggi si coglie immediatamente ed era nelle menti degli illuminati fondatori. L’individuazione ‘Adriatico’ coinvolge un territorio che va dal Friuli alla parte estrema della Puglia, cioè tutta la costa del mare Adriatico, mentre con ‘G.D’Annunzio’ c’è la piena e totale individuazione dell’Abruzzo e del territorio ‘Chieti-Pescara’, che ha lavorato e fatto sacrifici per ottenere i risultati che ben conosciamo”.

Rincara la dose Stefano Marchionno, presidente dell’associazione ‘Noi del G.B.Vico’, che riunisce studenti del liceo Classico di Chieti e vede nella modifica del nome:

“Becero campanilismo volto a favorire solo ed esclusivamente una città in danno di un’altra, nonché un ulteriore schiaffo nei confronti della Città di Chieti. Da oltre tremila anni i cittadini teatini osservano non solo il mare Adriatico, ma anche la Maiella. Una nuova intestazione non sarebbe identificativa di un determinato territorio nel quale, e grazie al quale, venne fondato il nostro Ateneo: la nascita del Consorzio Universitario Abruzzese, che deriva da tale richiesta, fu ufficialmente approvata nel 1960 dal Prefetto di Chieti”.

Contrario al cambio di denominazione anche il consigliere comunale del Pd, a Chieti, Alessandro Marzoli:

“E’ una scelta di difficile comprensione. La storia dell’Ateneo, la location del campus e il percorso che da oltre cinquant’anni lega l’Università alla città di Chieti meritano maggior rispetto e attenzione, a partire da chi ha l’onere e l’onore di guidare l’ateneo. Da ormai troppi anni il rapporto tra l’Università e la nostra comunità viene vissuto con distacco e a volte quasi con fastidio, quando è proprio nel nostro territorio che l’Università ha mosso i primi passi ed è cresciuta, con un bellissimo campus invidiato da molte città italiane. La volontà di aprire la D’Annunzio al contesto europeo è un’ottima prospettiva, ma sicuramente saranno progettualità e visione a intercettare questo bisogno e non una nuova denominazione, che viene oggi interpretata da molti come un inchino alla città di Pescara, di cui sicuramente nessuna delle due realtà sente il bisogno. Chieti guarda al mare, ma anche alla montagna, nonché alla sua storia millenaria. Chiediamo pertanto una profonda riflessione sulla scelta che dovrà essere votata dal Cda della D’Annunzio e presenteremo un ordine del giorno in cui il Consiglio Comunale impegni direttamente il sindaco, finora silente, a esprimere parere negativo da parte dell’Amministrazione Comunale alla nuova denominazione del nostro ateneo”.

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